Bruxelles - Sono cifre impressionanti
quelle a cui le autorità antitrust
comunitarie hanno deciso di ricorrere per
sanzionare Microsoft, la maggiore realtà
informatica mai finita sotto la scure della
Commissione Europea. 280,5 milioni di euro,
questo l'ammontare della sanzione decisa dall'esecutivo.
A questa cifra, che si somma
a quella già comminata dalla sentenza
antitrust del 2004, si arriva moltiplicando
una sanzione giornaliera da 1,5 milioni di
euro per 187 giorni, il periodo di tempo nel
quale, secondo la Commissione, Microsoft avrebbe
dovuto fornire materiali che, a detta delle
autorità comunitarie, non sono mai
giunti.
Le ragioni su cui si fonda la
decisione sono due: la supposta insufficienza
della documentazione tecnica che Microsoft
deve approntare per consentire ai propri competitor
di concorrere alla pari nello sviluppare software
per Windows, e la mancanza di un sistema di
licensing equo per i competitor interessati
a quella documentazione.
La multa avrebbe potuto essere
maggiore, fino a 2 milioni di euro al giorno,
ma le autorità non se la sono evidentemente
sentita di arrivare a quella cifra, non avendo
la Commissione stessa ancora stabilito quale
tipo di licensing debba essere adottato e
a quali prezzi.
Non che la sanzione arrivi imprevista,
anzi se ne parlava ormai da molti giorni,
ma quel che appare chiaro è che sembra
destinata a non risolvere la questione. E
lo sanno gli stessi commissari, che hanno
avvertito Microsoft: se quella documentazione
non arriverà entro il 31 luglio allora
potrebbe scattare una sanzione doppia, pari
a tre milioni di euro al giorno.
"Microsoft - ha dichiarato
Neelie Kroes, commissario alla Concorrenza
- non ha ancora posto fine alla propria condotta
illegale. Non c'era alternativa al chiedere
un pagamento per il protrarsi di questa inadempienza".
Eppure è difficile liquidare
la questione con la multa: Microsoft per lungo
tempo ha denunciato le insufficienti indicazioni
della Commissione, arrivando a pubblicare
online quelle che considera le prove della
propria buonafede. E solo di recente al big
di Redmond sarebbero stati dati elementi sufficienti
ad arricchire ulteriormente una documentazione
che dal quartier generale di Bill Gates fanno
sapere essere già assolutamente esauriente,
ben oltre qualsiasi altra documentazione tecnica
del settore.
Ed è per questo che non
sorprende la decisione degli avvocati di Microsoft
di ricorrere contro la decisione di Bruxelles.
Lo ha annunciato Brad Smith, che guida l'ufficio
legale dell'azienda e che da anni segue il
caso. "Abbiamo grande rispetto per la
Commissione e per questo processo - ha dichiarato
Smith - ma riteniamo che nessuna multa, tanto
più una di questa grandezza, sia appropriata
considerata la mancanza di chiarezza nella
decisione originale della Commissione ed i
nostri sforzi in buona fede degli ultimi due
anni. Noi chiederemo alle Corti europee di
stabilire se i nostri sforzi per ottemperare
siano stati sufficienti e se la multa senza
precedenti della Commissione sia giustificata".
Esultano i competitor del big
di Redmond che più volte hanno investito
le autorità comunitarie di denunce
e segnalazioni contro i comportamenti del
dominatore del mercato ma appare ovvio a tutti
gli osservatori che la questione è
lungi dal chiudersi. Forse lo ha voluto far
capire lo stesso Kroes che ieri, ai cronisti
che facevano notare come il colosso del software
non abbia intenzione di piegarsi e voglia
fare ricorso, ha risposto laconicamente: "Viviamo
in una democrazia".
Fonte: Punto-informatico.it
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