intestazione
Affari Telelavoro Guadagnare

 

Website Promotion
Web Site Advertising
menù
Webmasters Guadagnare
Cheap traffic Telelavoro
Annunci Gratuiti
Web Marketing
Siti Web
Finanziamenti
Franchising
pay-per-click
Tutto Gratis
Free Software
Blog
Mercatino
Hardware
Software
Telefonia
Notizie dal web
Articoli Web
Chi siamo
Contattaci

linksx

Alcuni link interessanti
Alcuni link scelti in modo random, per tutti i gusti.

Siti web
Promozione siti
Grafica
Archiviazione ott.
E-commerce
Business
Finanziamenti
Videogiochi
Sistemi
Tarocchi
Trascrizione
Telelavoro:altri
Script
Perl
Javascript
Firewall
Antivirus
Pc utility
E-commerce
Motore di ricerca
Script mercatino
Gli ultimi articoli
Tutti gli articoli

sponsor

Black Ice del AC/DC su BitTorrent
Roma - La band degli AC/DC, gli alfieri dell'hard rock australiano a cui la vendita di brani su iTunes proprio non riesce a piacere è stata beffata su tutta la linea quando l'album "Black Ice", lavoro con cui il gruppo interrompe 8 anni di improduttività, è finito dritto sulle reti BitTorrent, The Pirate Bay incluso.
Gli AC/DC sono sempre stati fedeli alla formula dell'album tradizionale, quello composto da un numero variabile di brani, un lavoro di produzione capace di sintetizzare umori artistici e soluzioni tecniche. Una prospettiva insidiata dagli store digitali come quello di Cupertino, che incentivano l'acquisto di brani singoli e minano alla base i fondamenti della produzione musicale incoraggiata da decenni dalle major.

Un'altra particolarità della band australiana è quella di essere controcorrente anche per quanto riguarda le vendite dei CD: mentre i loro blasonati colleghi versano lacrime amare sulla pirateria e sulle perdite irreparabili di guadagni fantamilionari, gli AC/DC hanno venduto nel 2007 1,3 milioni di album solo negli States, e questo nonostante la già citata mancanza di lavori di peso da otto anni a questa parte.

Un caso atipico, ma che comunque non ha potuto sottrarsi alla dura legge di Internet e del P2P: il leak di Black Ice è già stato scaricato da oltre 400mila netizen, le stime suggeriscono che se la band non vuole migrare digitale, i consumatori di musica agiscono in maniera diametralmente opposta.

Ma sono comportamenti che i netizen mettono in atto solo se non percepiscono alcuna minaccia: il pensiero corre a quanto prevede la famigerata e finora sfortunata dottrina Sarkozy che vorrebbe imporre ai provider il ruolo di vigilantes e le disconnessioni forzate nei confronti degli "scaricatori" impenitenti. A rivelare l'atteggiamento dei downloader, uno studio di Entertainment Media Research: il 75% degli utenti del P2P si convertirebbe ai download legali se a bacchettarli fossero gli ISP.

Alfonso Maruccia

Fonte originale: Punto-informatico.it

Questo articolo, come tutti i contenuti di Punto Informatico (salvo diverse indicazioni) sono pubblicati secondo la licenza di utilizzo di Creative Commons

inpagina

TELAVORA DA CASA

CLICCA QUI E SCOPRI COME

Software motori di ricerca - Guadagnare Online

Affari-web.it non si assume alcuna responsabilità circa i contenuti dei link segnalati. Le foto inserite in alcune pagine sono state tratte liberamente dal web (non si specificava alcun diritto) e chiunque ne detenga i diritti può contattarci per la rimozione. Tutti i marchi citati appartengono ai loro proprietari.

Annunci Pubblicitari

ads

News

News

Affari-web.it Blog

CONCORSO POSTE ITALIANE - FAC-SIMILE DOMANDA

 

© Affari-web.it Tutti i diritti riservati