Tokyo - Guai a non finire per
Sony sul fronte batterie. Come se già
non bastasse il danno economico e d'immagine
causato dai richiami a catena delle scorse
settimane, il gigante giapponese corre il
serio rischio di essere citato per danni dai
suoi clienti. A lanciare il primo sasso è
stata Toshiba, che ieri ha ventilato la possibilità
di chiedere un risarcimento a Sony.
Toshiba sostiene che il richiamo
dei notebook basati sulle batterie difettose
di Sony rischia di riflettersi negativamente
sia sulle vendite che sull'immagine del proprio
marchio. Il colosso potrebbe dunque non accontentarsi
del fatto che Sony, come recentemente promesso,
copra interamente i costi del richiamo.
A questo punto ciò che
certamente preoccupa di più dirigenti
e investitori di Sony è che anche altri
produttori di notebook possano prendere in
considerazione una richiesta di risarcimento
danni.
Fra l'altro, proprio negli scorsi
giorni anche Sharp ha aderito al programma
di ritiro di Sony richiamando 28mila batterie,
tutte vendute in Giappone. Fujitsu ha invece
annunciato di aver aggiunto ai 287mila notebook
richiamati ad inizio mese altri 51mila.
Ad oggi i produttori di notebook
impegnati nel ritiro delle batterie difettose
di Sony sono otto, ed includono Apple, Dell,
Lenovo, IBM e Hitachi. Nel complesso, sono
oggetto di richiamo quasi 8 milioni di accumulatori
agli ioni di litio.
La scorsa settimana DigiTimes.com
ha riportato in questo articolo l'opinione
di alcuni esperti sulle possibili cause tecniche
che portano le batterie difettose di Sony
a surriscaldarsi e, in certi casi, prendere
fuoco.
Fonte: Punto-informatico.it
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