Quell'obiettivo di legislatura,
come lo aveva definito il ministro alle Comunicazioni
Paolo Gentiloni, era basato su alcune portanti:
impulso alla connettività wireless,
modifica della legge Gasparri, reti di nuova
generazione e intervento diretto dello Stato
nelle aree digital divise, per sostenere
così gli sforzi economici degli operatori
nelle zone a bassa redditività. Ma
ora il DDL Gentiloni, quello che avrebbe dovuto
riformare il sistema delle TLC italiano, naufraga
nel nulla dopo lunghissimi e persino
estenuanti mesi di dibattiti, polemiche, convegni,
promesse e analisi parlamentari ed extraparlamentari.
A mantenere aperte le speranze è naturalmente
il WiMax: come si può
leggere sull'edizione odierna di Punto
Informatico le buste con le offerte degli
operatori per l'acquisizione delle licenze
sono state aperte e si può ben sperare
che l'assegnazione delle frequenze e l'attivazione
dei primi servizi non siano distanti ancora
troppi mesi. Il problema del WiMax all'italiana,
come ben noto ai lettori di PI, è
la sostanziale
blindatura con cui si è deciso
di procedere e che rischia di determinare
un mercato bloccato. Se è dunque lecito
sperare che la diffusione del WiMax contribuisca
a ridurre rapidamente il terzomondo
digitale in cui sono costretti i
molti utenti privi di connettività
a banda larga, non si può certo dar
contro per partito preso alle cassandre che
preconizzano tempi lunghi.Dunque per spingere
tutta l'Italia e le sue imprese nell'era digitale,
di quegli elementi propulsivi non rimane che
poca cosa: con la caduta del Governo gli sforzi
fatti fin qui si vaporizzano e c'è
solo da sperare che la questione banda larga
possa entrare nell'agenda politica
in campagna elettorale. Ma di certo gli utenti
hanno molto da dire e da rimproverare all'esecutivo
che se ne va. Lo fa sapere proprio ADD che
al di là di ogni altra considerazione
lamenta come "noi, dal canto nostro, non possiamo
che essere delusi da un sistema che sposta
in là le risposte ai problemi della
gente".
Si è parlato di banda larga come servizio
universale, si è dibattuto
allo sfinimento sullo scorporo della
rete infrastrutturale di Telecom
Italia, si era accennato di fornire nuovi
e più ampi poteri all'Autorità
TLC ma "purtroppo - scrive ADD - ci guardiamo
indietro e vediamo che dal 2000 ad oggi, 2008,
di passi avanti se ne sono fatti veramente
pochi".
Non cerca colpevoli, ADD, ma si appella all'(ex)
ministro Gentiloni affinché almeno
fornisca una risposta esaustiva "in particolare
sul mancato aggiornamento del Servizio Universale,
aggiornamento che, attraverso aumenti progressivi
della banda minima che gli operatori devono
garantire agli utenti, avrebbe permesso un
accesso veloce a tutti gli italiani".
Fonte originale: Punto-informatico.it
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