Roma - Tutto il mondo è
paese? Anche in Spagna è deflagrato il
fenomeno delle vendite online fasulle
grazie ad una operazione dei cybercop che ha
portato all'arresto dei membri di diverse organizzazioni
criminali, tutte tese a frodare gli utenti e
sottrarre denaro dai loro conti bancari.
Le cronache
spiegano che nel corso dell'operazione Ulises,
la Policía Nacional ha verificato che le persone
coinvolte che pubblicavano annunci di costosi
prodotti in vendita ottenevano i pagamenti
senza però poi consegnare i beni acquistati.
Altri, invece, ricorrendo alle già
note tecniche di raggiro e phishing, riuscivano
ad accaparrarsi grandi quantità di
denaro.
Sono 76 gli arrestati, 47
dei quali di nazionalità spagnola,
in quella che viene
considerata la più importante operazione
di questo genere. A detta dei cybercop della
Brigada de Investigación Tecnológica, si tratta
di persone che nel complesso appartengono
a 15 organizzazioni autonome.L'idea
della polizia, dunque, è stata quella
di agire in poche ore per bloccare le attività
su molti diversi fronti con una stretta studiata
per colpire i malviventi all'improvviso e
lasciare poco spazio di manovra a coloro che,
venendo a conoscenza dell'operazione in corso,
avrebbero potuto cercare di dileguarsi. La
Policía ha comunque sottolineato che l'indagine
non si è ancora conclusa e non si può
escludere che nelle prossime ore il numero
degli arrestati aumenti.
Che proprio in Spagna abbia avuto luogo un'operazione
di queste dimensioni, ineguagliata
finora nei paesi europei in termini di persone
arrestate, non
deve però stupire. Come sottolineano
gli esperti di sicurezza e gli osservatori
anti-phising, infatti, la Spagna "è
uno dei paesi al mondo dove più frequenti
sono le frodi bancarie su Internet", per dirla
con le parole di Luis Corrons dei Pandalabs.
Ad aggravare la questione è la presenza
di impressionanti botnet,
le reti di computer infettati e gestiti da
remoto, zombie agli ordini dei malviventi
che non solo possono accedervi a piacimento
ma possono anche usarli come teste di ponte
per spam, phishing, attacchi distribuiti del
tipo denial-of-service e molto altro. Tra
i malware diffusi in questo modo, anche trojan
e codicilli pensati per sostituire
le prime pagine dei browser o ridirezionare
la navigazione su siti di phishing, riuscendo
a catturare i dati degli utenti Windows meno
consapevoli.
Nell'insieme, le attività truffaldine
smantellate in queste ore hanno riguardato
almeno un migliaio di vittime, molte delle
quali rimangono peraltro da identificare.
Molti di loro peraltro sono stranieri,
utenti che la polizia spagnola sta cercando
di identificare anche grazie alla collaborazione
di Interpol ed Europol.
Va detto che la polizia spagnola è
ben
lontana dallo sconsigliare l'utilizzo
dei servizi di e-commerce ma invita la popolazione,
in particolare gli utenti che fanno uso dei
sistemi operativi più spesso aggrediti
da virus writer, cracker e sparamalware, di
prestare una maggiore attenzione, di evitare
il download e l'installazione di applicazioni
sconosciute o di file inattesi che arrivano
in allegati di posta elettronica. Ma più
spesso dell'informatica, a giocare brutti
scherzi è l'ingegneria sociale,
capace di spingere con l'inganno utenti inconsapevoli
a rivelare i propri dati personali, e magari
anche quelli bancari, a perfetti sconosciuti.
In questo senso ai delinquenti, specificano
i cybercop iberici, non servono grandi risorse
economiche e tecniche, "anzi basta un computer
connesso a Internet".
Questo articolo, come tutti i contenuti di Punto
Informatico (salvo diverse indicazioni) sono
pubblicati secondo la licenza di utilizzo
di Creative
Commons
Affari-web.it
non si assume alcuna responsabilità circa i contenuti dei link
segnalati. Le foto inserite in alcune pagine sono state tratte liberamente
dal web (non si specificava alcun diritto) e chiunque ne detenga i diritti
può contattarci per la rimozione. Tutti i marchi citati appartengono
ai loro proprietari.