Redmond (USA) - "Entro
il 2006 lo spam verrà annientato",
così due anni fa si espresse Bill Gates,
chairman di Microsoft, annunciando l'introduzione
della piattaforma poi definita Sender ID:
la sua adozione è stata però
fin qui frenata dalla sua natura proprietaria.
Ma ora potrebbe verificarsi una svolta.
Microsoft ha infatti dichiarato
che la propria tecnologia da oggi rientra
nella Open Specification Promise (OSP) dell'azienda,
il che significa che chiunque potrà
implementarla nei propri sistemi senza una
licenza specifica e senza dover temere alcuna
ripercussione legale. "Gli utenti - spiega
Microsoft - potranno integrare, commercializzare
e modificare la tecnologia di autenticazione
email di Microsoft senza dover firmare un
accordo di licenza".
Sender ID, che secondo Microsoft
ha già ridotto considerevolmente lo
spam che tartassa gli utenti del suo servizio
di webemail Hotmail, in sintesi si basa su
un meccanismo di autenticazione del messaggio
email. In buona sostanza è un mezzo
che cerca di verificare la corrispondenza
tra il dominio di invio dell'email e la lista
di IP a cui fa riferimento quel dominio attraverso
l'interrogazione del DNS. Qualora questa corrispondenza
non sussista allora l'email viene respinta
come spam.
Una delle funzionalità
più interessanti di Sender ID l'ha
ricordata su InternetNews John Scarrow, general
manager del "Technology Care and Safety
Group" di Microsoft, ovvero la possibilità
per un provider di aprire le proprie reti
a tutta la posta proveniente da un determinato
dominio perché ritenuto del tutto affidabile
così come, di converso, quella di bloccare
in toto l'email proveniente da soggetti che
si ritengono "spammatori" o incapaci
di tenere d'occhio i propri mail server dall'abuso
da parte di spammer.
Perché Sender ID si riveli
uno strumento efficace deve essere evidentemente
adottato da un largo numero di servizi email:
sebbene Microsoft dichiari che molte delle
maggiori imprese americane già lo abbiano
integrato nei propri sistemi e che il 36 per
cento di tutte le email legittime vengono
inviate oggi con questo sistema, la tecnologia
rimane un oggetto sconosciuto ai più.
Questo si deve, come accennato, al rifiuto
di molti di adottare come piattaforma infrastrutturale
un sistema proprietario.
Già nel 2004 la Apache
Software Foundation (ASF) aveva dichiarato
che i termini della licenza "rappresentano
una barriera a qualsiasi progetto ASF per
l'implementazione di Sender ID. Riteniamo
che l'attuale licenza sia incompatibile con
l'open source, sia contraria alla pratica
di standard Internet aperti e sia incompatibile
specificamente con la licenza Apache 2.0.
Quindi non implementeremo né svilupperemo
Sender ID secondo gli attuali termini di licenza".
Una posizione condivisa anche dagli sviluppatori
open di Debian.
Microsoft non sembra nascondere
il problema. "Alcuni membri della comunità
dello sviluppo software - ha ammesso Brian
Abrogast, vicepresidente corporate di Windows
Live in Microsoft - hanno posto questioni
sui termini di licenza di Microsoft e su come
questi possano confliggere con la loro possibilità
di implementare Sender ID. Ponendo Sender
ID sotto OSP, il nostro obiettivo è
di rispondere a questi problemi e accelerare
uno sforzo di interoperabilità per
la sicurezza online in tutto il Mondo".
Va detto che nel tempo sono
state sviluppate diverse piattaforme di autenticazione,
anche open source, come Certified Server Validation
(CSV) o Sender Policy Framework (SPF) ma,
come evidenzia Ars Technica, Microsoft ritiene
che le proprie tecnologie siano superiori
nell'identificazione dello spam e nell'arginamento
del phishing.
Altri sistemi, ricorda Betanews,
possono invece convivere con Sender ID, come
la DomainKeys Identified Mail (DKIM), una
specifica sviluppata da Cisco e Yahoo e già
adottata da grossi nomi come AOL, Earthlink
o IronPort. Si tratta di una piattaforma più
complessa che autentica sia il mittente che
il destinatario.
Si vedrà, ma di certo
sta suscitando un certo interesse il fatto
che subito dopo l'annuncio di Microsoft su
Sender ID, abbiano deciso di adottarlo realtà
consolidate del settore, come il già
citato IronPort, e il pioniere open source
SendMail.
Fonte: Punto-informatico.it
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