Roma - Piuttosto che rappresentare
una possibile pausa di riflessione per gli
eventi, queste vacanze natalizie hanno infiammato
ancora di più la già scottante
questione AllofMP3.com. Lo store virtuale
di MP3 di qualità a prezzi stracciati,
dopo aver collezionato clamorose censure e
una condanna alla morte commerciale sentenziata
dalla lobby dell'industria dello spettacolo
statunitense, torna alla carica e fronteggia
una denuncia RIAA senza precedenti.
Come riportato da Punto Informatico,
il blocco dell'accesso verso AllofMP3.com
impostato dal provider svedese Perspektiv
Bredband aveva sollevato polemiche e malumori
in un paese, la Svezia, in cui la condivisione
e lo scambio di contenuti su piattaforme di
peer-to-peer è tollerato assai più
di quanto vorrebbero le iperattive associazioni
dei produttori di quei contenuti. Il blocco
aveva generato una contesa con il celeberrimo
portale di torrent The Pirate Bay: punto di
riferimento del peer-to-peer, il sito-portale
aveva dichiarato che avrebbe tenuto lontano
dalle proprie pagine gli utenti di quel provider
fino a quando questi non avesse rimosso il
blocco contro AllofMp3.
Come ora rende noto Slyck.com,
Pirate Bay ha ottenuto quel che voleva: l'ISP
incriminato è stato costretto a fare
marcia indietro e rimuovere la restrizione
all'accesso del sito russo. Sembra che il
provider stesse perdendo una fetta considerevole
della propria clientela, e la reputazione
di operatore pro-censura cominciava ad aleggiare
insistentemente sull'azienda.
"Abbiamo preso una decisione
affrettata e ci siamo allontanati dalla nostra
missione", ha dichiarato un contrito
Fredrik Winbladh, presidente di Perspektiv,
promettendo di evitare, in futuro, di intraprendere
nuove iniziative di censura dell'accesso libero
alla rete. Nella vicenda ci ha comunque rimesso
il presidente del consiglio di amministrazione
della società, che ora sarà
costretto a dedicarsi ad altro...
Assieme a Pirate Bay, una parte
importante nella lotta contro la censura l'ha
giocata il gruppo lobbistico Svenska antipiratbyran
(Agenzia Anti-pirateria Svedese): Perspektiv
aveva già ammesso come la decisione
di bloccare AllofMP3.com fosse di tipo morale
e non certo legale, e l'Agenzia ha fatto notare
che "Questo tipo di politica morale è
un attacco all'essenza di ciò che ha
reso Internet un'arena privilegiata per la
comunicazione". "Internet è
in grado di essere uno spazio così
vibrante soprattutto grazie alla essenzialità
dell'infrastruttura", continua l'organizzazione,
"che trasporta i dati dal punto A al
punto B senza chiedere nulla. Configurazione
e intelligenza sono due cose lasciate all'utente
finale. La scelta su cosa debba essere scambiato
spetta a noi, e non certo all'ISP né
al governo cinese o quello di qualunque altro
paese".
Ma per una vittoria nella vecchia
Europa, il cielo americano si dipinge a tinte
fosche per AllofMP3.com e Media Services,
la società russa proprietaria del sito.
Le autorità locali, al contrario di
quanto lasciavano trasparire gli accordi bilaterali
per l'entrata della Russia nel WTO, non hanno
ancora perseguito con efficacia il servizio,
che risulta ancora attivo. E questo non piace
affatto ai discografici, soprattutto a quelli
americani, secondo cui il sito opera nell'illegalità,
sebbene da sempre sostenga il contrario.
RIAA ha dunque per tutta risposta
intentato una causa legale alla società
chiedendo danni 1,65 trilioni di dollari,
cifra solo leggermente inferiore al prodotto
interno lordo del Regno Unito nel 2005. La
cifra è il risultato di 11 milioni
di download da AllofMP3.com, ognuno dei quali
secondo RIAA "vale" 150mila dollari.
Ma la società russa fa
spalline, e risponde baldanzosa alla denuncia
dell'associazione delle major musicali: la
causa è stata intentata nei confronti
di Media Services, dice l'azienda, ma ciò
è avvenuto a New York, città
nella quale l'azienda non è presente,
il che a detta della società la renderebbe
"non perseguibile". "La denuncia
- ha dichiarato un funzionario della ditta
russa - è ingiustificata considerando
che AllofMP3 non opera a New York. Di sicuro,
le etichette sono libere di citare chi vogliono,
malgrado siano perfettamente consapevoli del
fatto che AllofMP3 operi legalmente in Russia.
Nel frattempo, AllofMP3 prevede di continuare
le proprie attività nel pieno rispetto
delle leggi russe".
Alfonso Maruccia
Fonte: Punto-informatico.it
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