Roma - Aumentano gli acquisti
via Internet con l'avvicinarsi del Natale
e si moltiplicano le truffe: in questi giorni
il GAT - Nucleo Speciale Frodi Telematiche
della Guardia di Finanza sta portando a termine
l'operazione Truffa truffa ambiguità
rivolta contro truffatori che sfruttano la
rete per farsi pagare prodotti che, poi, non
spediscono a casa degli sfortunati acquirenti.
A quanto pare, un pugno di persone
sui siti di aste online e su altri siti proponeva
a prezzi stracciati LCD al plasma, palmari
di nuova generazione, dispositivi introvabili
in Italia e persino orologi di lusso. In molti,
forse migliaia di utenti, nel giro di poche
settimane hanno versato ai truffatori cifre
complessivamente molto rilevanti, senza ricevere
mai l'oggetto acquistato. Le stime del GAT
sono di incassi superiori a 150mila euro in
due mesi per uno dei truffatori coinvolti.
In almeno alcuni casi, ha spiegato
il comandante del GAT Umberto Rapetto, al
posto dei prodotti promessi agli utenti arrivavano
altri oggetti di scarsissimo valore, come
pacchi di sale.
Le indagini, che si sono protratte
per più di tre mesi, hanno ricostruito
le attività di numerosi truffatori,
individuando in tre soggetti quelli più
abili a piazzare annunci di vendita fasulli,
che sono stati arrestati. Uno di questi, un
idraulico genovese, anziché spedire
gli oggetti contattava gli acquirenti sostenendo
di essere incorso in molti problemi personali
e finanziari e promettendo la restituzione
del denaro. Cosa che avveniva - ha spiegato
Rapetto - "ma solo dopo parecchi mesi".
Con il risultato di ottenere una forma di
"prestito continuo" ai danni dei
consumatori meno accorti.
Di interesse anche la segnalazione
di uno studente che sfruttava eBay registrando
nick fasulli con cui manipolava i risultati
di feedback, quelli che contribuiscono a fornire
la "reputazione" del venditore,
riuscendo così a sembrare un venditore
credibile. "Ma sarebbe bastato cliccare
sul dettaglio degli ultimi feedback - hanno
spiegato gli uomini del GAT - per rendersi
conto che il commercio effettuato fino ad
allora era tutt'altro che serio".
Il GAT ha messo a disposizione
un indirizzo email, sos@gat.gdf.it, cui si
possono segnalare vendite sospette. Il GAT
ha anche pubblicato alcuni servizi tv sulla
vicenda. Qui sotto, invece, uno dei "telegiornali"
della trasmissione RAI Avanzi da cui ha preso
il nome l'operazione del GAT.
Fonte: Punto-informatico.it
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