Roma - Cosa ci attende nel futuro?
I ricercatori del Pew Internet & American
Life Project hanno intervistato oltre 700
esperti di nuove tecnologie nel tentativo
di definire lo scenario sociale che Internet
e gli strumenti digitali contribuiranno a
plasmare nei prossimi 15 anni. I risultati
di questa indagine futurologa si riferiscono
al 2020: Internet sarà ovunque, l'Inglese
sarà la lingua universale e nasceranno
gruppi organizzati e violenti di luddisti
antitecnologici.
Secondo Lee Raine, direttore
del Pew e coautore dello studio, Internet
raggiungerà tutto il globo: India,
Cina ed America Latina saranno i nuovi punti
di riferimento nella comunità globale
degli utenti telematici. Le opportunità
di telelavoro saranno abbondanti e produrranno
nuove ricchezze ed opportunità per
i cittadini del "Villaggio Globale".
Tuttavia, il 49% degli intervistati non è
convinto che il Mondo del 2020 sarà
migliore di quello attuale: l'espansione delle
nuove tecnologie sarà tutta a detrimento
della privacy.
L'aspetto più interessante
(ed allarmante) del rapporto stilato dal Pew
è la questione del luddismo: secondo
il 60% dei 742 esperti interpellati, l'avversione
ideologica ai progressi della tecnica e della
scienza sarà il nucleo fondante di
una nuova tipologia di terrorismo in chiave
antitecnologica. "Entro il 2020",
ha dichiarato Raine, "nasceranno nuove
sottoculture, formate da persone che rifuggono
il progresso tecnologico come antidoto al
sovraccarico informativo portato da Internet".
Lo stile di vita "antitecnologico",
paragonabile a quello delle comunità
Amish, verrà propugnato con atti di
violenza. Per Thomas Narten, membro della
Internet Engineering Task Force di IBM, Internet
finirà nel mirino del terrorismo antitecnologico:
"Le strutture di Rete, sempre più
fondamentali, potranno essere scelte come
bersaglio per atti terroristici".
I robot ed i sistemi dotati
di intelligenza artificiale, si legge nel
rapporto Pew, diventeranno sempre più
potenti e rimpiazzeranno gradualmente numerosi
compiti svolti dall'uomo. Per il 42% degli
intervistati, "agenti intelligenti di
vario tipo prenderanno il controllo delle
funzioni di sicurezza, di sorveglianza e di
controllo delle attività umane".
Uno scenario che comporterà vari rischi
e nuove tipologie di dipendenza tecnologica,
"fino a quando sarà troppo tardi
per evitare che la tecnologia sfugga completamente
dal controllo umano".
Fantascienza? Un grande scrittore
di sci-fi, Arthur C. Clarke, qualche anno
fa sostenne che gli uomini dovevano sperare
"che i computer ci trattino con benevolenza.
Ma io temo che le macchine si sentiranno in
diritto di trattarci come meritiamo".
Tommaso Lombardi
Fonte: Punto-informatico.it
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